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Vinchiaturo Evoluzione Storico urbana 2 2000pxRappresentazione grafica dell'Evoluzione storica e urbana del comune di Vinchiaturo

L'evoluzione urbana del comune di Vinchiaturo mostra chiaramente come, sin dai tempi più remoti, intorno agli edifici rappresentativi di maggiore rilievo (la chiesa, il palazzo Iacampo, il Convento Santa Lucia, la chiesa di S. Maria delle Macchie) si siano, col tempo, concentrate le abitazioni fino a formare dei veri e propri borghi i quali, successivamente, si sono sviluppati ed espansi in quello che oggi è conosciuto come il centro urbano.

La storia di Vinchiaturo a noi conosciuta, tuttavia, ha origine nel periodo romano in località distanti dall'attuale centro urbano. Del periodo preromano non ci sono molte testimonianze; le labili tracce di ruderi di mura suggeriscono l'esistenza di piccoli insediamenti di pastori in località Monteverde.

Durante il periodo romano testimonianze più evidenti mostrano l'esistenza di un piccolo insediamento su una collina in località Monteverde, intorno ai ruderi della chiesa di epoca romanica Santa Maria di Guglieto, che sarebbe stata edificata sulle spoglie di un antico tempio pagano, con molta probabilità, dedicato a Venere Ericina.

Durante il periodo della dominazione longobarda altomedievale - 650/1050 d.C. - l'agro di Vinchiaturo non era ancora divenuto una vera e propria entità feudale; esso rientrava nelle proprietà della Contea di Bojano che, a sua volta, dipendeva dal Ducato di Benevento: il feudo San Pietro in agro di Vinchiaturo fu, infatti, conferito alla Contea di Bojano dal conte Ugo di Molisio. La restante parte del territorio afferiva, invece, all'Abbazia di Monte Verde, nata nel VI secolo, che, con il passare del tempo si era arricchita attraverso donazioni e lasciti, raggiungendo il suo massimo splendore nel XI secolo, comprendendo gran parte dei territori degli attuali comuni di Mirabello e Ferrazzano.

Nel periodo medievale, successivo al 1050 d.C., raggruppamenti di case di pastori cominciarono a sorgere intorno all'Abbazia di Monteverde. Parallelamente, sul versante opposto del territorio, si sviluppò un borgo di abitazioni intorno al Santuario di Santa Maria delle Fratte, oggi denominato delle Macchie, edificato nel 1280 dai frati Carmelitani e dotato di un vasto patrimonio terriero.

L'anno 1456 segna un importante periodo di svolta in quanto un catastrofico terremoto rase al suolo l'Abbazia di Monteverde, già indebolita da un periodo di decadenza.

Nell'anno 1449 Vinchiaturo nasce come entità feudale in seno alla casata dei Sanfromonte, scorporato dal feudo dei Monforte. In questo periodo sorge su una collinetta presso l'attuale centro urbano del paese il borgo antico, composto da abitazioni di contadini che si erano trasferiti dall'insediamento di Monteverde a causa della decadenza dell'Abbazia, concentrandosi intorno al palazzo feudale che sormontava la collina.

Nel periodo seicentesco nasce su una seconda collina nel versante nord-est, ad opera dei francescani, il Convento Santa Lucia al quale era annessa, a sud, la casa Pecci (casa Damiano). Come di consueto, l'esistenza sul territorio di un edificio rappresentativo come un convento favorì la nascita del relativo borgo: a questo periodo risale, infatti, il cosiddetto terz'ordine, un raggruppamento di case rurali disposte su tre ordini, collegate al convento attraverso una strada di acciottolati in pietra, detta la selleggiata.

Durante questo periodo registriamo, dunque, nel centro urbano la presenza di due borghi principali, il borgo quattrocentesco intorno al castello ed il borgo seicentesco intorno al convento, ai quali si aggiunge l'insediamento rurale sorto intorno al santuario di Santa Maria delle Fratte, collegato al centro urbano da una mulattiera che oltrepassava il Fosso Cardarelle con un ponticello in località Cannavine, risaliva il Franile (località così denominata per la sua franosità) e si collegava a via Indipendenza giungendo direttamente al palazzo feudale.

Nel 1780, durante il periodo della dominazione borbonica, fu costruita la Strada dei Pentri, che collegava i principali centri di Isernia e Campobasso. La strada dei Pentri attraversava il centro urbano del paese: in particolar modo saliva lungo via Roma, attraversava via Libertà, via Giardini e via Marconi, ricongiungendosi con l'attuale strada provinciale 52 verso Monteverde.

I rioni Libertà e Cavour e la Chiesa del Purgatorio nascono in questo periodo; in particolare il rione Cavour sorge come il prolungamento del terz'ordine.

Gli spazi non ancora edificati comprendevano l'ampia area a ridosso del Corso del Popolo, scoscesa e digradante verso nord, occupata attualmente dal Largo San Martino, da Piazza Municipio, dalla villa comunale e da via Marconi, la quale, forse perchè occupata da un fitto bosco di quercie, conserva tutt'oggi la denominazione di foresta.

Al primo 800, durante il periodo napoleonico e murattiano, risale la soppressione del Convento Santa Lucia, in virtù della legge del 1807 sull'eversione della feudalità che disponeva l'alienazione a privati dei beni ecclesiastici. Tale periodo vide l'affermarsi delle famiglie Iacampo, Pecci, Spensieri, Mazzarotti e Primiani.

Al 1805 risale l'evento catastrofico del terremoto che, oltre all'abitato, distrusse la chiesa parrocchiale, successivamente ricostruita nel 1824.

La seconda metà dell'800 rappresenta un ulteriore periodo rilevante nello sviluppo urbano del paese: la costruzione della strada carrabile, l'attuale Corso Umberto, che da via Roma girava intorno alla Chiesa del Purgatorio vide il parallelo sviluppo dell'area denominata foresta, la quale si popolò con un centro abitato e ospitava il mercato e le fiere durante le festività. Anche l'attuale Municipio risale a questo periodo, seguito dall'edificazione della Fontana dei Quattro Leoni agli inizi del 900 e del cosiddetto Muraglione.


Notizie tratte da: Vinchiaturo (collana Paesi del Molise - 1), a cura di Giovanni Tartaglia, Lefra Editore 1980

Immagine di testata: la rappresentazione grafica, a cura dell'arch. Roberta Varriano per l'Associazione Il Trigramma, è desunta dalle notizie apprese dal volume (capitolo "Lo sviluppo Urbano" di Corrado Carano)

 

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