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Trigramma San Bernardino s.M.Angeli Lugano - da WikipediaIl Trigramma, detto anche Monogramma di Gesu, rappresenta l'emblema di San Bernardino da Siena e fu disegnato da Bernardino stesso; per tale motivo il santo è considerato patrono dei pubblicitari.

Il simbolo consiste in un sole raggiante in campo azzurro, sul quale campeggiano le lettere IHS, le prime tre lettere del nome Gesù in greco.

Nel tempo la storiografia ha aggiunto anche altre spiegazioni, come l’abbreviazione di “In Hoc Signo (vinces)”, il motto costantiniano, oppure di “Iesus Hominum Salvator”.

 


Bernardino diede un significato ad ogni elemento dell'emblema:

- il sole centrale rappresenta chiaramente Cristo, che dona la vita come il sole alla terra.

-  i dodici raggi serpeggianti sono lo strumento con cui il calore del sole viene irrorato sulla terra; in senso allegorico essi rappresentano proprio i dodici Apostoli, che diffondono la parola di Gesu.

- Gli otto raggi diretti, invece, rappresentano le beatitudini; - la fascia che circonda il sole rappresenta la felicità dei beati che non ha termine; - il celeste dello sfondo è simbolo della fede, l’oro è il simbolo dell’amore.

Bernardino allungò anche l’asta sinistra dell’H, tagliandola in alto, a rappresentare la croce di Cristo; in alcune rappresentazioni la croce è poggiata sulla linea mediana dell’H in luogo dell'asta sinistra. L'emblema in breve tempo ebbe una larga diffusione, sostituendo finanche stemmi e blasoni di antiche Corporazioni in lotta fra loro. Venne esposto nei locali pubblici e privati e si diffuse anche in Europa: la stessa santa Giovanna d'Arco lo ricamò sul suo stendardo; in seguito fu adottato anche dai gesuiti.

Chiesa San Bernardino LAquila DSCN0826 1800x1200L’uso del trigramma, tuttavia, causò accuse di eresie e idolatria nei confronti del santo, in particolar modo dagli Agostiniani e dai Domenicani.

Bernardino da Siena arrivò a subire ben tre processi, nel 1426, 1431, e 1438, durante i quali il francescano riuscì a dimostrare la genuinità della sua fede cristiana.

Venne, infatti, sempre assolto dalle accuse con la speciale benevolenza di papa Eugenio IV, che lo definì “il più illustre predicatore e il più irreprensibile maestro, fra tutti quelli che al presente evangelizzano i popoli in Italia e fuori”.

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